Modalità guidata dall’AI: cliente non incluso
L’AI è un disastro per il servizio clienti? Come in Vorwerk ad esempio.

Il 29 ottobre Cookidoo mi ha comunicato che dal rinnovo del 28 aprile 2027 il mio piano non esiste più. Resta l'abbonamento annuale a 60 euro, e io oggi ne pago 48: il 25% in più, dodici euro l'anno. Il motivo, scrivono, è il costo di sviluppo, test e traduzione delle ricette. Quei 60 euro, dicono loro stessi nella mail, sono il prezzo per i nuovi clienti, invariato da luglio 2024. Quindi mi spostano su un prezzo che esiste da più di due anni.
Un'azienda può alzare i prezzi, certo. Dodici euro non rovinano nessuno. Quello che non mi sembra corretto è eliminare un piano per imporre l'aumento proprio a chi è cliente da tempo, e infatti l'ho scritto. Ho risposto alla loro mail con una richiesta sola: riconsiderare la decisione e mantenere la tariffa attuale ai clienti già abbonati, altrimenti avrei valutato se proseguire. La stessa mail avvertiva che le risposte a quell'indirizzo non vengono lette. Ho risposto lo stesso.
Un'ora e mezza dopo è arrivata la risposta del servizio clienti (ticket 8644116). Educata, rapida, ogni frase vera. Scrive che dal 29 ottobre tutti gli abbonamenti costano 60 euro e che posso scegliere: rinnovare a 60 oppure disattivare il rinnovo automatico. Io avevo chiesto di riconsiderare la decisione. Mi hanno spiegato qual è la decisione. L'oggetto del ticket, in tedesco, porta l'etichetta «Kategorie: Unbekannt»: categoria sconosciuta. Ecco, per il loro sistema la mia protesta non apparteneva a nessuna casella. E intanto nel mio account il rinnovo automatico risulta già disattivato, e non ho memoria di averlo fatto io.
Leggere avrebbe voluto dire accorgersi che non stavo chiedendo il prezzo: lo conoscevo, 48 contro 60, l'avevo scritto io. Stavo chiedendo un'eccezione per chi è già cliente. A un'eccezione si può rispondere di no, e un no motivato sarebbe stato una risposta onesta (mi avrebbe irritato di meno). Rispondere con il listino è un'altra cosa: è rispondere a un cliente che non esiste, quello che chiede quanto costa.
Ho pensato subito che a rispondermi fosse un'intelligenza artificiale. Lo ammetto: ne ero convinto. Ma non so se a scrivere sia stata una macchina o una persona con un modello già pronto, e a pensarci non cambia niente. Non è un problema di intelligenza artificiale, è un problema di lettura: nessuno ha letto che cosa stavo chiedendo.
L'AI c'entra solo perché rende la risposta quasi gratuita, e così toglie l'unico freno che c'era: il tempo che serviva a capire di che cosa si trattasse. Ciò che costa poco si fa senza leggere. Non lo dico con superiorità: vale anche per chi scrive. Non faccio il processo a chi ha premuto invio: un sistema che si misura sui ticket chiusi produce risposte chiuse, non risposte lette.
La loro mail vanta la Modalità Guidata passo dopo passo: la macchina dice cosa fare e tu esegui. Il servizio clienti mi ha risposto in modalità guidata. Passo uno: comunica il prezzo. Passo due: indica le due strade. Il passo «leggi che cosa ha scritto il cliente» non c'è. Se contano i tempi di risposta, è andata benissimo. Una ricetta, almeno, qualcuno l'ha assaggiata prima di scriverla. Insomma, un robot da cucina con la firma in fondo.
Di un servizio clienti non pretendo che dica sì. Pretendo che si accorga di avere davanti una persona che ha scritto una cosa precisa.
Una risposta che non risponde è peggio del silenzio: il silenzio almeno non finge di aver letto.
Non so ancora se resterò abbonato. So che i dodici euro non c'entrano.
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